Coronavirus e devastazione dell’ambiente, due pericolose facce della stessa medaglia

L’inevitabile risposta della natura all’assalto dell’uomo

In un rapporto del 2007 sulla salute nel Ventunesimo secolo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità – la stessa che pochi giorni fa ha definito ufficialmente quella del coronavirus una “pandemia” – avvertiva che il rischio di epidemie virali cresce in un mondo dove il delicato equilibrio tra uomo e microbi viene alterato da diversi fattori, tra i quali i cambiamenti del clima e degli ecosistemi. Altri coronavirus come SARS e MERS, e virus particolarmente gravi come HIV ed Ebola, sono lì a testimoniarlo.

La diffusione di questi nuovi virus, in poche parole, sarebbe l’inevitabile risposta della natura all’assalto dell’uomo, come spiega la virologa Ilaria Capua, che dal 2016 dirige uno dei dipartimenti dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida: «Tre coronavirus in meno di vent’anni rappresentano un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi». In altre parole, distruggere la natura finisce quasi sempre per avere un impatto sulla nostra salute: «Se intervieni su un ecosistema e, nel caso, lo danneggi, questo troverà un nuovo equilibrio. Che spesso può avere conseguenze patologiche sugli esseri umani».

Se per il coronavirus il meccanismo identificato dagli scienziati è quello di un salto di specie innescato dalla promiscuità con animali selvatici, amplificato dalla concentrazione di popolazione nelle megalopoli e trasportato dalla globalizzazione, la crisi climatica potrebbe offrire scenari ancora più pericolosi. 

Fonte:

https://www.who.int/whr/2007/en/
greenews.info/rubriche/coronavirus-e-devastazione-dellambiente-due-pericolose-facce-della-stessa-medaglia-20200317/

Virus COVID 19 – Modalità di smaltimento di fazzoletti, rotoli di carta, mascherine e guanti utilizzati

Ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti urbani emergenza epidemiologica da Virus COVID 19

Con “Ordinanza Presidente della Regione Siciliana n. 1/Rif del 27 marzo 2020 – Ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti urbani a seguito dell’emergenza epidemiologica da virus Covid-19” (allegata alla presente) sono state individuate, all’art. 2 comma 8, le modalità di smaltimento di fazzoletti, rotoli di carta, mascherine e guanti utilizzati. Di seguito si portano tali modalità. Si prega la cittadinanza di osservare tali modalità per la salvaguardia di tutti noi.

Scarica l’ordinanza qui

Fazzoletti, rotoli di carta, mascherine e guanti utilizzati

A scopo cautelativo, fazzoletti, rotoli di carta, mascherine e guanti utilizzati devono essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.

Utilizzare almeno due sacchetti uno dentro l’altro

Devono essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della resistenza meccanica dei sacchetti. Si raccomanda di chiudere adeguatamente i sacchetti, utilizzando guanti monouso, senza schiacciarli con le mani utilizzando legacci o il nastro adesivo e di smaltirli come da procedure già in vigore (esporli fuori dalla propria abitazione negli apposti contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada)

Cambiano le abitudini e respiriamo aria pulita

Stop ai cambiamenti climatici, stop al riscaldamento globale. Il futuro è green

L’isolamento forzato, a cui in questi giorni sono costretti milioni di italiani per bloccare o quantomeno rallentare la diffusione del Coronavirus, sta portando con sé almeno un miglioramento evidente nella qualità delle nostre vite. È sotto gli occhi di tutti, ma sarebbe meglio dire sotto i nasi di ciascuno di noi, che l’aria che respiriamo è nettamente più pulita.

Non è soltanto una sensazione. Dopo settimane di restrizioni, zone rosse, chiusure di scuole e attività commerciali, l’inquinamento è decisamente calato. I livelli di biossido di azoto, un marcatore dell’aria cattiva, si sono ridotti.

Ma facciamo un passo indietro. Questo virus, che ci sta obbligando a rivedere i nostri stili di vita, a quanto pare – almeno in parte – è una conseguenza degli abusi dell’uomo sull’ambiente. Cambiamenti climatici, riscaldamento globale, prolungata siccità (come in Sicilia dove marzo, dopo gennaio e febbraio, si avvia a diventare il terzo mese consecutivo senza piogge o quasi) sono l’altra emergenza che sembra non interessare a nessuno.

L’impatto dell’uomo sul Pianeta è al centro dell’ultimo studio del WWF che certifica il peso della sistematica devastazione ambientale nella diffusione delle cosiddette malattie emergenti che si trasmettono dagli animali all’uomo e che prosperano in un mondo globalizzato e non sostenibile. Anche le modalità di trasmissione, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dai ricercatori della Società italiana di medicina ambientale, risponderebbero a una responsabilità umana, cioè all’inquinamento, visto che potrebbe essere il particolato atmosferico uno dei maggiori responsabili del trasporto e della sospensione nell’aria di contaminanti chimici e biologici, inclusi appunto i virus.

Il taglio delle emissioni di questi giorni, che come detto deriva dal blocco della circolazione e della riduzione delle attività produttive, ci mostra un esempio di come potrebbe essere una società meno asfissiata dall’inquinamento.

Fonte:
qds.it/ma-il-coronavirus-ci-fa-anche-respirare-meglio-traffico-bloccato-e-in-citta-ce-aria-di-campagna

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